Le Chiese

via s. francesco, - brescia

San Faustino in Riposo – Via Musei

La facciata esterna della chiesa presenta un tetto conico realizzato in cotto e visibile dalla piazzetta retrostante. Il nome della chiesa deriva da una antica leggenda e fa riferimento ad una sosta fatta proprio dove sorge la chiesa dalla processione che, all’inizio del sec. IX, trasportava i corpi dei santi Faustino e Giovita a San Faustino Maggiore. I due corpi compirono il miracolo di trasudare sangue e, in segno di devozione, la cittadinanza eresse questa cappella. L’interno circolare è stato rifatto nei sec. XVIII-XIX.

San Francesco d’Assisi – Via S.Francesco

Il complesso dedicato a San Francesco risale al Duecento e fu ampliato nel 1300-1400 (furono aggiunte le cappelle laterali, il presbiterio e il chiostro).
Dell’edificio originario restano la facciata romanico-gotica a capanna in medolo (un particolare tipo di roccia) e la parete occidentale.
Il campanile risale alla fine del 1200 e presenta bifore romaniche e, più sopra, gotiche.
All’interno, sul lato destro, si notano i resti dell’originaria decorazione a fresco medievale (primi del Trecento): in particolare, le scene di un Giudizio Universale, una Pietà le cui linee si ispirano a Giotto e una Scuola di Teologia che ricorda l’attività d’insegnamento esercitata dai frati.
Pregevoli i dipinti del Moretto e del Romanino e quelli di Pietro Rosa, Francesco di Prato da Caravaggio, Pietro Avogadro, Pier Maria Bagnadore, Angelo Paglia, Francesco Maffei, Ottavio Amigoni, Pietro Ricchi detto il Lucchese, Giuseppe Tortelli.
L’altare maggiore è in marmo (1480 circa) e la sua costruzione è attribuita al Tamagnino da Porlezza. L’abside poligonale a ombrello (Antonio Zurlengo, 1493) contiene affreschi d’inizio ‘500, probabilmente del bresciano Andrea Bembo.
Il coro di 22 stalli lignei, con tarsie geometriche impreziosite con madreperle, è opera probabilmente di Filippo Morari da Soresina (1493).
La cappella dell’Immacolata, al centro della navata sinistra, mostra una ridondante balaustra marmorea policroma ed è la più grande. Fu affrescata da Giambattista Sassi e Antonio Cucchi dopo il rifacimento architettonico del Settecento; gli stalli intarsiati dai Virchi risalgono al 1548-1553.
In altra cappella si trova la tavola del Crocifisso, prezioso dipinto lombardo del 1350 inserito in una cornice seicentesca. Dal chiostro gotico-lombardo in cotto e in pietra (1393), opera di Guglielmo Frizzoni da Campione, si accede alla sala capitolare, dal soffitto composto da otto spicchi in forma di stella, dove affiorano resti di affreschi del ‘300-’500.
Dalla sacrestia si passa al piccolo quattrocentesco Chiostro della Madonna.

San Giovanni Evangelista – Contrada San Giovanni

Di antichissime origini, la chiesa fu rifatta nel 1440 (è rimasta integra la facciata, con due archi ogivali, resti di tombe nobili e l’abside, mentre il portale è del ‘500) e fortemente rimaneggiata nel ‘600. All’interno si vedono tre navate (ma originariamente erano cinque) con dipinti di Antonio Gandino, Grazio Cossali, Francesco Paglia, Angelo Everardi detto il Fiammingo, Enrico Albrici, Giuseppe Nuvoloni e Francesco Raibolini.
Nella sacrestia si trova un ritratto di prelato attribuito a Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto.
Il Moretto è presente con varie opere, ma soprattutto con le 11 tele della cappella del Santissimo Sacramento, contrapposte ad altrettante del Romanino; entrambi sono grandi pittori del Rinascimento bresciano.
Dal fondo della navata sinistra si accede alla cappella di Santa Maria, che ospita affreschi di fine ‘400 attribuiti a Paolo da Caylina il Giovane e a Floriano Ferramola. Nel battistero sinora uno Sposalizio della Vergine del Romanino.
Molto bello è anche il chiostro (1487) con un loggiato, eleganti capitelli, colonne e cornici in cotto.

Santa Maria delle Grazie – Via Grazie

Il portale in pietra scolpita e i battenti in legno (probabilmente realizzati da Filippo Morari da Soresina, 1490) colpiscono il visitatore.
La sobria facciata è di stile rinascimentale e si contrappone al barocco dell’interno: la decorazione a stucchi e affreschi (350 riquadri) è di grande effetto.
Sulla volta della navata centrale ci sono affreschi di Francesco Giugno, ma la chiesa contiene anche dipinti di Pietro Rosa, Palma il Giovane, Moretto, Bagnadore, Grazio Cossali, Fiammenghino, frà Tiburzio Baldini, Antonio Paglia, Paolo da Caylina.
Il chiostro si regge su colonne di stile ionico e su alti piedistalli; al centro è una piccola fontana con una scultura in bronzo della Madonna, realizzata da Sante Calegari. Alle pareti sono appesi numerosi ex voto.
Il Santuario, che si trova sul lato ovest del chiostro, è stato edificato sopra le rovine della chiesa duecentesca degli Umiliati. Fu ricostruito nel 1876 dall’architetto Antonio Tagliaferri nello stile quattrocentesco ed affrescato da Modesto Faustini e Cesare Bertolotti.

San Clemente – Vicolo San Clemente

L’antichissima chiesa fu modificata nel ‘400 e nel ‘600 e internamente trasformata nel 1840 da Rodolfo Vantini, ingegnere e architetto bresciano (1792-1856). Il monastero fu restaurato all’inizio del ‘600, ma oggi ne restano solo i chiostri (uno dei quali accessibile da via Trieste 31, asilo Saleri).
Al suo interno si trovano numerose opere dell’artista bresciano Moretto, che abitava poco distante, e preziose tele del Romanino e di Benedetto Mora, affreschi del Foppa e Lattanzio Gambara e un Crocifisso ligneo di Jacopo Medici.
Nella cappella del Rosario (affreschi di Pietro Zaist e figure di Pietro Scotti) c’è un altare marmoreo di Antonio Callegari.

Santi Nazaro e Celso – Corso Matteotti

Costruita nel 1752-80 su progetto di Giuseppe Zinelli e Antonio Marchetti, la chiesa ha una imponente facciata, resa ancora più evidente dalle colonne corinzie che reggono il timpano triangolare e dalla balaustra. Le sette statue di marmo sono opera dell’artista Citterio.
Nel vestibolo frammenti del monumento sepolcrale di Altobello Averoldi (1522) e due ante d’organo dipinte da Paolo da Caylina il Giovane.
Agli altari laterali si trovano dipinti di Moretto, Antonio Gandino, Giovan Battista Pittoni, Antonio Zanchi, Giuseppe Tortelli e statue di Antonio Callegari.
All’interno della sacrestia merita la visita una Adorazione dei Magi realizzata dal Romanino su ante d’organo e un Trittico attribuito a Paolo da Caylina il Vecchio. Sul fondo del presbiterio è visibile il cosiddetto Polittico Averoldi, cinque tele opera del giovane Tiziano (1522) e perfettamente restaurate. Il dipinto è contenuto in una cornice marmorea realizzata dal Vantini.
Accanto alla porta laterale sinistra si trovano i cenotafi (monumenti sepolcrali) dei vescovi Riario e Ducco (1522) e di Maffeo Olivieri. Annessa alla chiesa è la Canonica (si accede da via Bronzetti 5), con affreschi di Floriano Ferramola (1516).

Santa Maria dei Miracoli – Corso M.Libertà

La chiesa di Santa Maria dei Miracoli fu eretta a fine ‘400.
L’immagine miracolosa della Madonna è ora custodita nell’abside. Molto raffinata è la decorazione scultorea della facciata (opera di Giangasparo Pedoni), in marmo di Botticino alternato a marmi di altre tonalità e autentico capolavoro del Rinascimento bresciano. Fortunatamente, l’edificio è scampato alle bombe dell’ultima Guerra, che hanno distrutto l’area adiacente.
Nel ‘500 la chiesa subì alcuni restauri, operati da vari architetti che apportarono, ciascuno, la propria sensibilità: dopo Mastro Jacopo operarono il Lamberti, Girolamo da San Pellegrino, Lodovico Beretta, Giovan Maria Piantavigna e Jacopo Fostinelli da Bornato. Nel ‘700 vennero completate le cupole.
L’interno è a pianta quadrata e contiene sculture di Gaspare da Coirano e Antonio della Porta detto il Tamagnino. Vi sono dipinti di Bagnadore, Tomaso Bona, Pietro Marone, Grazio Cossali, Domenico Romani, Enrico Albricci, Francesco Giugno.

Sant’ Agata – Corsetto Sant’ Agata

Anche questa chiesa è di antica origine. Fu ampliata nel 1458, gettando un ponte sulle acque del fiume Garza per ricavare l’area dove si trova il presbiterio, e nel corso degli anni ha subito numerosi rimaneggiamenti. Fra gli altri, nel ‘700 è stata aggiunta una cornice sopra il portale, coronata da statue di Antonio Calegari (1739).
Notevole è la decorazione in terracotta policroma che si trova all’esterno dell’abside. All’interno vi sono affreschi di Pompeo Ghitti, Pietro Antonio Sorisene, Pietro Marone e Pietro Avogadro. Contiene tele di Antonio Gandino, Marco Richiedei, Ottavio Amigoni, Antonio Pellegrini, Giuseppe Tortelli, Sante Cattaneo e altri di artisti cinquecenteschi come Pietro Marone (una sua Crocifissione è conservata in sacrestia).
A lato dell’ingresso della sacrestia si nota una Deposizione in marmo, risalente alla metà del Quattrocento.

San Zeno in Foro – Piazza del Foro

Dell’originaria chiesa di San Zeno resta solo l’abside poligonale (sec.XII) in cotto, decorata ad archetti. L’interno a una navata presenta quattro cappelle laterali. L’intera struttura fu ricostruita intorno al 1745.
L’attuale edificio è di origine settecentesca ed è preceduto da un breve sagrato cinto da una artistica cancellata in ferro, intervallata da pilastri marmorei sormontati da putti e coppie di delfini attorcigliati.
L’interno ha una navata sola, ai suoi lati sono situate quattro cappelle contenenti, ciascuna, una tela dipinta da Antonio Paglia nel 1741.
L’altare maggiore, su cui s’innalza un prezioso tabernacolo arricchito di lapislazzuli e pietre di raro valore, sembra abbracciato da una sottile ed elaborata balaustra in ferro battuto. Gli stalli del coro (gli scranni dove sedevano i prelati) risalgono al XVIII secolo; al loro interno sono rappresentate scene di vita del vescovo San Zeno.

Sant’ Afra in S.Eufemia – Corso Magenta

La chiesa fu ricostruita nel 1460 dai monaci Benedettini e nel primo ‘500 nel convento che si trovava al suo interno aveva risieduto Teofilo Folengo, umanista e monaco benedettino.
L’edificio attuale è opera dell’architetto Domenico Carboni.
Nel 1774 il monaco Pietro Faita ampliò il presbiterio (la parte della chiesa che circonda l’altare maggiore) e restaurò l’antica cripta. La facciata marmorea è del 1776. L’interno ha una sola navata con tre cappelle per lato ricavate nello spessore della parete.
Nella volta ci sono finte architetture realizzate da Pietro Ferrari e Antonio Grassi, con tre medaglioni dipinti dall’artista Sante Cattaneo.
Sant’Afra ospita dipinti di Paolo Caliari detto il Veronese, Palma il Giovane, Camillo Rama, Pietro Moro, Pompeo Ghitti, Enea Salmeggia.
La sacrestia è ricavata all’interno di una cappella gotica; nella cripta ci sono tracce di affreschi quattrocenteschi e, sulla scala, il frammento di affresco (Madonna) attribuito a Vincenzo Civerchio.
Il transetto e il presbiterio sono ornati da affreschi di Carlo Carloni,all’interno di quadrature di Antonio Massa (1760). Le cantorie lignee (cioè il palco che veniva riservato ai coristi o cantori e che spesso formava un tutt’uno con l’organo) è del Facchetti e risale al 1540. L’altare maggiore, che contiene l’urna di San Paterio, è opera di Antonio Callegari (1750). Il coro ligneo è stato realizzato dai fratelli Montanino e risale al ‘600.

Sant’ Angela Merici – Via Crispi

Costante il susseguirsi di nomi attribuiti a questa chiesa.
Dapprima, nel luogo dove furono inumati i primi martiri cristiani, anticamente vi sorgeva la cappella di San Faustino ad sanguinem; in seguito la chiesa fu ampliata e nel ‘200 divenne Sant’Afra, ovvero la chiesa (attualmente sotterranea e ricostituita in cemento armato) alla quale nel 1580 Pier Maria Bagnadore sovrappose un nuovo tempio, distrutto dai bombardamenti del 1945 e poi ricostruito con la nuova dedica a Sant’Angela.
La chiesa ospita un polittico di Paolo da Caylina il Giovane e dipinti cinquecenteschi di noti artisti come Vincenzo Civerchio, Francesco da Ponte detto il Bassano, Bartolomeo Passarotti, Bagnadore, Pietro Marone, Carlo Caliari, oltre alla Trasfigurazione di Jacopo Tintoretto.
Ai primi del1600 risalgono le tele di Giacomo Barucco, Giulio Cesare Procaccini e Palma il Giovane.

Santa Maria del Carmine – Vicolo Manzone

Fu edificata nel 1429-75 e rimaneggiata nei sec. XVI-XVII.
Nella facciata di stile romanico – gotico spicca l’impronta rinascimentale dei finestroni, la cui cornice è in terracotta policroma, e del portale finemente scolpito, con affrescata nel lunettone centrale una Annunciazione di Floriano Ferramola.
Da via San Faustino si ammira la fuga di pinnacoli che caratterizza il profilo della chiesa.
All’interno si trovano pregevoli affreschi di Tomaso Sandrini, Bernardino Gandino, Camillo Rama, Antonio Gandino il Vecchio e Giacomo Barucco. Nella chiesa vi sono anche dipinti di Vincenzo Foppa, Pietro Marone, Antonio Cappello, Francesco Giugno, Bagnadore (o Pietro Marone) e Palma il Giovane.
La settima cappella fu trasformata in sacrestia e conserva elementi architettonici originari, oltre ad ospitare affreschi del sec. XV; la cappella di sinistra ospita il gruppo ligneo quattrocentesco della Pietà, attribuito a Guido Mazzoni.
L’organo è un Antenati, della metà del 1500.
Sulla parete di fondo della chiesa si nota la grande tela dell’Annunciazione di Pietro de Witte, detto il Candido (‘500). Un monumentale altare accoglie la piccola, ma assai venerata immagine della Madonna delle Brine, attribuita (secondo una leggenda) all’evangelista Luca.
Dal cortiletto che si trova dietro l’abside si accede a una cappella affrescata da Ferramola e da Vincenzo Civerchio.
I tre chiostri (il piccolo e quello maggiore, risalenti al ‘400, e quello meridionale, del ‘500) sono visitabili entrando da vicolo dell’Anguilla 8.

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