Desenzano, la "capitale" del lago di Garda

piazza malvezzi, - desenzano

Desenzano del Garda si trova all’estremità sud-ovest del Lago di Garda in provincia di Brescia. Strepitosa la vista del lago dal paese data la posizione al centro di un ampio golfo delimitato ad ovest dall’altura del Monte Corno e ad est dalla penisola di Sirmione. Desenzano del Garda è oggi una vivace cittadina di circa 25.000 abitanti. Gli amanti dello sport possono praticare il wind-surf, la mountain-bike, il volo libero. Per i giovani e gli instancabili non mancano discoteche e piano bar, mentre i meno giovani possono passeggiare sul lungolago o sotto i portici della centrale piazza Malvezzi. D’inverno il clima è temperato e senza nebbia e d’estate non manca mai il ristoro della brezza che viene dal lago.

Oggi Desenzano del Garda si configura come una cittadina attiva in cui non mancano rappresentazioni teatrali ed eventi culturali che si tengono d’inverno nel Teatro Alberti e d’estate all’aperto. In prossimità del lago si trovano le spiagge, tutte sassose.

Immediatamente a sud di Desenzano si estende il più grande anfiteatro morenico d’Italia, che si presta a distensive e salutari passeggiate fra le colline alla ricerca di paesi pittoreschi.

Perciò a Desenzano, oltre a riposarsi e godere del comfort di una moderna città dotata di una meraviglioso centro storico pedonalizzato, si possono programmare brevi escursioni per variare il proprio soggiorno. In meno di un’ora di tempo è possibile raggiungere il Monte Baldo (oltre 2.000 metri di quota), passando così rapidamente dalla flora mediterranea a quella alpina.

(Credits www.gardariviera.com)

Da non perdere

 Villa Romana

La proprietà della Villa Romana presumibilmente è attribuibile al cittadino romano Decentius, da cui pare derivare il toponimo Desenzano. I resti della villa, che ebbe più epoche costruttive tra la fine dell’età repubblicana (I sec a.C.) e la fine dell’età imperiale (V sec. D.C.), si estendono per circa un ettaro e rappresentano la più iportante testimonianza in Italia settentrionale di grande villa tardo-antica romana.

Si tratta indubbiamente di un edificio complesso, di grande estensione, con orientamento unitario, i cui settori residenziali si alternavano a strutture rustiche. La grande villa si affacciava sul lago, anzi questo dovette essere l’elemento determinante nella distribuzione dei diversi ambienti, concepiti per offrire dal loro interno molteplici punti di veduta verso l’acqua e insieme per essere visti dal lago. I percorsi principali della villa erano organizzati in sequenza dal lago verso l’interno e orientati ortogonalmente alla riva. La villa aveva poi senza dubbio le sue propaggini sul lago, costituite da moli, attracchi e banchine e forse da peschiere (piscinae) per l’allevamento ittico, che completavano le possibilità di godimento e di sfruttamento dell’ambiente lacustre. Osservando i pavimenti a mosaico rappresentanti diverse scene a carattere pagano, si viene rapiti dalla loro bellezza per la varietà di colori delle pietre musive impiegate: amorini vendemmianti, amorini su bighe in corsa; menadi e satiri; belve che assalgono animali selvatici, allegorie delle quattro stagioni; un personaggio (Orfeo o il Buon Pastore) con un cane e una pecora in un paesaggio bucolico.

All’ingresso della Villa è visitabile un piccolo museo con i reperti provenienti dagli scavi.

 Orario d’apertura

– dal 1°marzo al 31 ottobre: 8.30-19.00

– dal 1°novembre al 28 febbraio: 8.30-17.00

Giorno di chiusura: lunedì

Via Crocefisso, 2 – 25015 Desenzano del Garda

tel. +39.030.9143547

fax +39.030.9123147

Museo Civico Archeologico G.Rambotti

A pochi passi dal lago, in quello che fu il chiostro di S. Maria de Senioribus, è ubicato il Museo archeologico. Esso è intitolato a Giovanni Rambotti, studioso a cui si deve la scoperta dell’insediamento preistorico della cultura di Polada (2000 a.C.). Osservando i reperti gelosamente custoditi in teche di vetro, si deduce che i primi insediamenti umani della regione benacense risalgono ad un’epoca compresa tra l’etmesolitica (8000 a.C.) e quella del bronzo (II millennio a.C.). A quest’ultima età appartiene il reperto più importante lì conservato, il “gioiello” dell’intera esposizione archeologica: l’aratro in legno più antico del mondo, risalente al 2000 circa a.C., estratto in buono stato nella zona del Lavagnone (a sud di Desenzano), grazie all’ambiente privo di ossigeno, caratteristico delle torbiere, in cui fu rinvenuto.

Il Museo di Desenzano per la sua collocazione geografica in un territorio molto ricco di testimonianze dell’età del Bronzo provenienti dagli abitati palafitticoli, ha la funzione precipua di offrire un ampio panorama delle culture preistoriche succedutesi nella regione benacense. L’eccezionalità della zona, forse la più importante d’Europa per quanto concerne le aree umide di interesse archeologico, deriva principalmente dalle caratteristiche dei depositi antropici sommersi a qualche distanza dalla linea di riva del lago o stratificati nelle torbiere dei bacini inframorenici, che grazie alle loro condizioni anaerobiche, consentono di preservare i manufatti in materiale organico e l’aratro del Lavagnone ne è l’esempio più clamoroso.

Chiostro di Santa Maria de Senioribus

Via T. Dal Molin, 7/c – Desenzano del Garda (BS).

Telefono: +39.030.9144529

Fax: +39.030.9994275

mail: cdes.museo@onde.net

Orari di apertura

martedì – venerdì 15.00 – 19.00; sabato, domenica e festivi 14.30 – 19.00

Il Museo è chiuso il lunedì.

Ingresso

L’ingresso al Museo è libero per tutti i visitatori.

La visita a mostre temporanee potrebbe essere a pagamento.

Castello di Desenzano

Il Castello fu edificato nell’Alto Medioevo e sorse probabilmente sulle fondamenta di un castrum romano. Fu ampliato nella parte sud, ma non divenne mai una fortezza militare, anche se l’ingrandimento fu fatto per ospitare una guarnigione. Continuò ad assolvere soprattutto la funzione di rifugio per la popolazione.Nell’interno del castello continuarono ad esservi abitazioni di privati cittadini pronti ad accogliere, in caso di pericolo, coloro che abitavano fuori le mura di esso. In seguito il castello perse via via la sua funzione di rifugio, continuando ad essere abitato da famiglie, anche se il suo degrado, per quasi tutto l’Ottocento, procedette sempre più grave. Nel castello v’era pure una chiesa, la chiesa di S. Ambrogio, che fu utilizzata come casa privata. La pianta del castello è quella di un rettangolo irregolare, con la torre che si innalza all’ingresso, sul lato nord, a protezione del ponte levatoio, di cui si conservano le feritoie per le catene. E’ una torre massiccia dotata di finestre solo nella parte superiore. Nel 1882 il castello fu adibito a caserma, prima sede di una guarnigione di fanteria, poi di bersaglieri e infine di alpini dagli anni trenta fino al 1943. Il vecchio castello, quantunque privo di particolari bellezze architettoniche, a parte la facciata, è dotato di indubbio interesse storico e di fascino scenografico. Dell’antico castello rimangono alcuni tratti di cortine murarie con merli sgretolati fra le quattro torri angolari mozze, ad eccezione di quella sullo spigolo a nord-est che, fino al 1940, funzionò come specola. Dalla sua terrazza si gode uno dei più bei panorami del Garda.

 Duomo di Santa Maria Maddalena

Risulta che la costruzione del Duomo sull’area dell’antica pieve avvenne per gradi. La chiesa, costruita secondo il progetto di Giulio Todeschini e dedicata a Santa Maria Maddalena, venne consacrata dal vescovo di Verona nel 1611.

Come avvenne per molti edifici, costruiti in un lungo arco di anni, la realizzazione dell’opera non fu interamente completata secondo quanto era previsto dal progetto. Essa fu certamente condizionata da problemi di natura pratica, molto probabilmente dall’improvviso ridursi delle possibilità finanziarie per una crisi economica.

La facciata

Lo stile classico di Todeschini si collega a quello di Sanmicheli e di Scamozzi. La facciata manifesta già elementi barocchi, richiamando opere famose come la Chiesa del Gesù a Roma del Vignola.

L’interno

L’interno, a pianta basilicale a tre navate, notevole per la sua semplice solennità classica, è uno degli esempi più belli del tardo rinascimento nella provincia di Brescia.Le sedici bianche colonne di stile dorico sono di marmo di Botticino. La navata centrale è coperta da una semplice volta a botte che, con la sua circolarità, ripete il motivo delle arcate.Nella navata sinistra v’è la cappella in cui è custodito il SS. Sacramento.La chiesa è dedicata a Santa Maria Maddalena, una intitolazione che risale a tempi lontani, all’origine della pieve.

Le opere

Nel Duomo v’è un ciclo pittorico dedicato a Maria Maddalena. Ne è autore Andrea Celesti (1637-1714?), uno dei principali rappresentanti della pittura veneta del Seicento.Nel presbiterio del Duomo, dietro l’altare, al centro, è “La Maddalena penitente consolata dagli Angeli in un momento di estasi”.A sinistra è “La Risurrezione di Lazzaro” ritenuto fratello di Maria Maddalena. La composizione è ragguardevole per la sua struttura: in basso v’è la sequenza semicircolare delle persone fra cui campeggiano Marta, Gesù, la Maddalena e Lazzaro.A destra è “La cena in casa di Simone il fariseo” durante la quale Maria Maddalena lava i piedi a Gesù e li asciuga con i capelli. Predominano il gusto scenografico e quello della descrizione di un banchetto. Evidente è l’influsso di una grande tela di Paolo Veronese (“Il Convito in casa di Levi”, 1573, ora all’Accademia di Venezia).Sopra le finestre dell’abside vi sono due tele minori, sempre del Celesti. Il ciclo del Celesti dedicato a Santa Maria Maddalena si conclude con la trionfale “Risurrezione di Cristo” nella controfacciata del Duomo. Dipinti del Celesti si trovano anche sulle superfici di raccordo tra un’arcata e l’altra dei due colonnati della navata centrale. Altre opere notevoli si possono ammirare nel Duomo di Desenzano. Nella cappella del SS. Sacramento splende “L’ultima cena” di Gian Battista Tiepolo. La tela fu eseguita all’incirca nel 1738. Questo dipinto del Tiepolo nel Duomo di Desenzano è opera di grande interesse, poiché iconograficamente atipica, in quanto i dodici apostoli sono colti, diversamente da quanto avviene usualmente nello schema tradizionale, secondo una linea prospettica longitudinale che sembra affollare i convitati in una stretta intimità mentre avviene il dramma. Altre opere sono nella sacrestia. Lo sguardo corre subito alla “Deposizione” e alla serie di piccole tele illustranti “I misteri del Rosario”. All’interno del Duomo si trovano altre opere di pittori, tra cui Giovanni Andrea Bertanza di Padenghe, Donato Zenone, Domenico Cignaroli, mentre nella navata sinistra s’apre la cappella dedicata a Sant’Angela Merici ed eretta nel 1874.

Torre di San Martino

La Torre sorge sul colle più alto di San Martino che l’armata sarda, con alterne fortune, conquistò, perse e riprese più volte con cruenti assalti e ripetute cariche contro gli Austriaci. E’ stata eretta per onorare la memoria di re Vittorio Emanuele II e di quanti hanno combattuto per l’indipendenza e l’Unità d’Italia nelle Campagne dal 1848 al 1870. La torre, monumento ammirato per la sua maestosità all’esterno e per i suoi pregi artistici all’interno, immersa in un ampio parco, è espressione del sentimento patrio degli Italiani, essendo stata realizzata grazie ad una partecipata sottoscrizione nazionale. Iniziata nell’anno 1880, fu inaugurata il 15 Ottobre 1893 alla presenza di re Umberto I, della regina Margherita, ministri, i membri del Parlamento e di una grande folla accorsa da tutte le province di Italia. Alla base ha un tamburo cilindrico rastremato, coronato da merli e misura mm 22,80 mt di diametro e mt 19,80 di altezza. Da questo tamburo spicca il maschio della torre che è pure cilindrico rastremato ed ha 13 metri di diametro al basso ed 11,40 in alto. Con i medaglioni che sostengono i merli la torre torna poi ad allargarsi in modo che il diametro del terrazzo è di mt. 13,90.

Il percorso che si snoda dalla sala di ingresso fino alla piattaforma superiore è impreziosito da statue di bronzo e da affreschi di pregio che rievocano fatti e protagonisti del periodo risorgimentale. La Torre ha uno sviluppo interno di 490 metri, è alta 64 e nel centro della sua eccelsa piattaforma superiore, difesa da una mura merlata, si alza l’asta per la bandiera, trovandovi altresi’ posto un grande faro che nella notte irradia i colori della bandiera italiana. Dall’alto del monumento si possono ammirare magnifici panorami sulla sottostante pianura. Quasi ai piedi della torre vi è la villa Contracagna , in passato di proprietà dei Conti Tracagni, che il giorno della battaglia fu obiettivo di ben sette assalti dell’armata sarda contro le truppe austriache.

Orario d’apertura

– dal 1° marzo al 30 settembre: 9.00-12.30 14.30-19.00

– dal 1° ottobre al 28 febbraio: 9.00-12.00 14.00-17.30

Giorni di chiusura: domenica e festivi

Via Torre, 2 – San Martino della battaglia – 25015 Desenzano del Garda

Tel.+39.030.9910370

Il Museo di San Martino

Alle spalle della Torre vi è il Museo che conserva i cimeli, i documenti ed i ricordi della battaglia del 24 Giugno 1859, nonché significative testimonianze di altri eventi della stoia del Risorgimento. Realizzato nel 1939, il museo consta di tre sale ove sono esposti anche alcuni esemplari dei cannoni impiegati nella battaglia. Vi fanno bella mostra, poi, armi, divise, carte topografiche e testimonianza di vita quotidiana dei combattenti.Fanno corona alcuni pregevoli dipinti di pregio che raffigurano i maggiori protagonisti della battaglia. Il percorso museale è accompagnato da didascalie che illustrano i reperti esposti.

Apertura: Annuale

Ottobre – Febbraio: 9 – 12 / 14 – 17.30;

Marzo – Settembre: 9 – 12.30 / 14.30 – 19

da lunedi’ a sabato, 9 – 19 festivi.

Ingresso (museo + torre):

ADULTI: 5,00 €

6-13 ANNI: 2,00 €

RIDOTTO E COMITIVE: 4,00 €

(Credits www.gardariviera.com e Comune di Desenzano del Garda- www.comune.desenzano.brescia.it)

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