Le due Cattedrali di Brescia: il Duomo Nuovo e il Duomo Vecchio

Le cattedrali di Brescia

Piazza Paolo VI, - Brescia
  Vittoria

Duomo Nuovo e Duomo Vecchio, le due cattedrali di Brescia

Il Duomo Nuovo – Piazza Paolo VI

Il Duomo Nuovo fu progettato dall’architetto Giovanbattista Lantana e costruito proprio sopra i resti dell’antica basilica di San Pietro de Dom, a partire dal 1604.
I lavori subirono vari rallentamenti, a causa di difficoltà finanziarie, ma ripresero circa un secolo dopo per impulso del cardinale Angelo Maria Quercini, il cui busto (realizzato da Antonio Calegari) è raffigurato sopra il portale mediano. I lavori del Duomo terminarono con il completamento della cupola, nel 1825. La cupola misura 80 metri ed è la terza più alta in Italia.
La facciata barocca del Duomo è in marmo di Botticino, proveniente dalle omonime cave che si trovano alle spalle di Brescia, e nel timpano triangolare è raffigurato lo stemma della città.
All’interno del Duomo, sul primo altare di destra c’è un Crocifisso ligneo del ‘400; nella lunetta è dipinto il Sacrificio di Isacco, realizzato dall’artista Moretto (sopranome di Alessandro Bonvicini, 1498 – 1554). Sul terzo altare è visibile l’Arca di Sant’Apollonio (che fu vescovo di Brescia nel sec. III), realizzata del 1510, con altorilievi attribuiti a Maffeo Olivieri. Molto interessanti sono le due coppie di tele dipinte da Girolamo Romani, detto Il Romanino (pittore bresciano, 1484 – 1560) e, nella cappella della Trinità, la pala di Giuseppe Nuvolose, un grandioso ex voto per la fine della peste nel 1630.
La pala dell’Assunta che si vede sullo sfondo del presbiterio è di Iacopo Zoboli (1773), mentre nell’altare a sinistra del presbiterio è interessante una tela di Palma il Giovane.
Lungo la navata sinistra è visibile il monumento dedicato a Giovanbattista Montini, il bresciano papa Paolo VI, realizzata nel 1984 dallo scultore Raffaele Scorzelli.
La visita al Duomo è accessibile ai disabili.

Il Duomo Vecchio – Piazza Paolo VI

Il Duomo Vecchio, chiamato anche “Rotonda” per la sua forma circolare, risale al 1100 e fu costruito da una antichissima Corporazione di muratori specializzati.
E’ un autentico gioiello della città di Brescia ed il maggior tempio romanico circolare tuttora esistente.
Nel 1400 l’abside fu allungata e affiancata da due cappelle laterali; circa un secolo dopo l’edificio fu oggetto di nuovi interventi come l’apertura di una porta alla base del campanile, che però indebolì la struttura e la fece parzialmente crollare nel 1708.
Il portale in cotto che si vede sulla sinistra e da cui scende una scaletta, fu aperto nel ‘300 quando già l’innalzamento del livello della piazza aveva occluso le altre porte.
All’interno del Duomo Vecchio si trova il monumento sepolcrale dedicato a Berardo Maggi che nel 1275 fu nominato vescovo della città. Il monumento rissale al primo decennio del ‘300 ed è un tipico esempio di scultura romanica, in marmo rosso.
Molto interessante è anche il monumento funebre del vescovo Balduino Lambertini da Bologna, realizzato nel 1349 da Bonino da Campione.
Nel transetto, cioè nella zona che taglia orizzontalmente la chiesa, sotto il pavimento sono visibili alcuni frammenti della precedente basilica (secolo VI) e di un impianto termale romano; nella parte centrale della chiesa ci sono affreschi della seconda metà del 1200; nel braccio destro una grande tela di Francesco Maffei, in cui è raffigurato il campanile poi crollato.
Nelle cappelle si trovano opere di Gerolamo Romani (il Romanino), del Moretto, di Palma il Giovane, di Grazio Cossali e di Antonio Gandino.
L’altare maggiore risale al ‘300, il coro e l’organo sono della metà del 1500.
Nella cappella detta delle Sante Croci è custodito in una cassaforte il tesoro: la teca delle Santissime Spine, la Stauroteca (sec. XI), la Croce di Campo (o dell’Orifiamma, sec. XII; è la croce che veniva issata sul Carroccio); inoltre la Teca e il Reliquiario della Santa Croce, che vengono esposti nel Duomo Nuovo solo l’ultimo venerdì di marzo e il 14 settembre.
Molto interessanti sono l’arca del vescovo Domenico de Domenici (1478), una grande pala di Pietro Marone e la pietra tombale di Aurelio Duranti (1451).
La Cripta di San Filastrio si trova sotto il Duomo Vecchio, è aperta alle visite ed appartiene alla primitiva basilica dell’ottavo secolo.

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